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Con il primo di luglio sono arrivate tante novità per le aziende e per i neo-assunti in particolare. Con il nuovo meccanismo di adesione automatica cambiano infatti i tempi e le regole per la gestione del TFR. Ne abbiamo parlato in un pezzo a firma di Valentina Conte per Repubblica .it, con le nostre simulazioni @smileconomy e i commenti di Andrea Carbone.
Dal silenzio-assenso siamo innanzitutto passati alla cosiddetta adesione automatica: i neo-assunti, in certi casi, vengono iscritti alla previdenza integrativa fin dal primo giorno di lavoro, salvo rinuncia da parte dei lavoratori.
Inoltre, è diminuito il tempo per decidere: si è infatti passati da 6 mesi a 60 giorni. La novità principale, tuttavia, è quello che accade in conseguenza dell’adesione automatica: non più solamente il versamento del TFR, ma anche del contributo datoriale.
Nel pezzo abbiamo simulato gli effetti di investire il TFR e il contributo datoriale per 25, 30 e 35enni, mostrando il tasso di sostituzione complessivo che è possibile raggiungere in funzione dell’orizzonte temporale e della linea di investimento.
Inoltre, abbiamo diviso tra chi può beneficiare del requisito di pensione anticipata contributiva (64 anni di età, a patto di avere un assegno almeno pari a 3,2 volte l’assegno sociale) e chi invece deve attendere il requisito di vecchiaia. Una simulazione è infine dedicata a chi dovesse perdere il lavoro a 60 anni.
Per tutti i profili, investire tempestivamente il TFR e il contributo datoriale significa incrementare significativamente il tasso di sostituzione garantito dalla previdenza pubblica, che nei casi simulati va dal 60% al 78%.
Grazie alla previdenza integrativa, i tassi complessivi possono infatti salire fino a valori compresi tra l’81% e il 121%, in funzione del tempo e della linea di investimento.
Si tratta dunque di novità per tutti i neo-assunti, che avranno impatti sia per le aziende che – soprattutto – per le lavoratrici e i lavoratori.
Per approfondire il tutto e per conoscere le simulazioni, dopo il video di introduzione, ecco il link al pezzo di Repubblica .it (potrebbe richiedere un abbonamento). Buona lettura!
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