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Riscatto della laurea: età per età quando conviene per anticipare la pensione (e quando no)

Mentre si avvicina la scadenza del primo di luglio, con tante novità normative per i fondi pensione su TFR, contributo datoriale, nuove rendite e life cycle, siamo tornati – ancora una volta – sul tema della convenienza del riscatto di laurea. Lo abbiamo fatto per un pezzo di Paola Valentini per Milano Finanza, con le nostre elaborazioni @smileconomy, commentate da Andrea Carbone.

La frequenza con la quale si parla del riscatto di laurea ben ci racconta l’importanza di questa tematica per le laureate e i laureati del nostro Paese. Il desiderio “dietro le quinte” è naturalmente quello di verificare se grazie al riscatto sia possibile o meno anticipare il momento della pensione.

Una motivazione tale per cui si è disposti ad investire tra i 25mila e i 35mila (se riscatto agevolato) o addirittura cifre nell’ordine dei cento o duecentomila euro (se lavoratori nel sistema misto che hanno iniziato a lavorare prima del 1996).

Come dice il titolo del pezzo, però, il riscatto non conviene a tutti. A volte può servire, a volte no. In certi casi, addirittura, può essere controproducente, rischiando di farci andare in pensione più tardi.

Una delle principali chiavi di lettura è l’età alla quale si è iniziato a contribuire, oltre che il fatto di essere un lavoratore pre o post 1996. Come sempre, caso per caso, bisognerà valutare la convenienza dell’operazione.

Per tutte le simulazioni e i commenti, dopo il video, ecco il link al nostro pezzo per Milano Finanza (a volte richiede la registrazione, a volte no). Buona lettura!

Clicca sul link qui sotto per visualizzare l’articolo:

https://www.milanofinanza.it/news/riscatto-di-laurea-eta-per-eta-quando-conviene-per-anticipare-la-pensione-e-quando-no-202605221619195929?refresh_cens

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