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Borsa e pensioni, ecco il giusto mix età per età

Il primo luglio ha portato una importante novità nel mondo del risparmio: la normativa ha infatti affermato con chiarezza il principio dell’investimento “life cycle”. Per tutti i cosiddetti “neo-assunti silenti” la linea di investimento nel proprio fondo pensione dovrà infatti essere coerente con l’età e l’orizzonte temporale. Del “life cycle” e di altri temi abbiamo parlato nel pezzo di Andrea Carbone per Corriere della Sera Economia, con le nostre elaborazioni @smileconomy.

Nel pezzo principale affrontiamo il tema del life cycle, sia dal punto di vista teorico che da quello delle performance passate. Il principio è chiaro: più si è giovani, maggiore è la quota di investimento azionario che ci si può permettere; minore è invece il tempo che manca alla pensione, maggiore dovrà essere la componente a basso rischio (ad esempio, obbligazionaria).

La storia degli ultimi venti anni, con il crollo dei mercati obbligazionari nel 2022 (-18,5%) ha, numeri alla mano, messo però in difficoltà chi fosse partito nel 2006 con una quota azionaria per poi, dieci anni dopo, nel 2016, iniziare ad aumentare la componente obbligazionaria. Una evidenza che, più che mettere in dubbio il “meccanismo life cycle”, dovrebbe accendere i riflettori sull’importanza di avere accanto a sè un consulente finanziario: con i tassi intorno allo 0% nel 2019, l’andamento delle quotazioni dei mercati obbligazionari per gli anni seguenti avrebbe potuto essere mediamente intuibile.

Il pezzo prosegue poi con il valore di avere un approccio life cycle quando si parla di investimenti per i propri figli, aumentando il più possibile la componente azionaria: investire 58 euro al mese in un fondo pensione dalla nascita fino ai 67 anni potrebbe dare un capitale di 70.094 euro in una linea a basso rischio e ben 205.184 in una ad alto rischio. Reinvestendo il beneficio fiscale in un PAC i risultati sarebbero poi ancora più significativi.

Nel primo box di approfondimento abbiamo invece simulato la differenza, per un neo-assunto, tra entrare con una linea a basso rischio e una con un meccanismo life cycle: a 30 anni dalla pensione si potrebbe arrivare ad una differenza del 136%!

Nel secondo box ci siamo invece occupati dell’idea di usare l’Assegno Unico per finanziare il fondo pensione per i propri figli: l’assegno base, in assenza di ISEE, è di 58,30 euro per figlio, per poi salire in funzione del nucleo famigliare e dell’indicatore reddituale.

Nel terzo e ultimo box abbiamo invece stimato i benefici di versare in un fondo pensione … anche da pensionati, ottimizzando il carico fiscale e creando un “tesoretto” per imprevisti o per finalità successorie.

Complessivamente, appare evidente come non sia mai nè troppo presto nè troppo tardi per occuparsi del proprio futuro e per pianificare la serenità per gli anni della propria longevità.

Per tutti i dettagli e gli approfondimenti, dopo il video di introduzione, ecco il link al pezzo. Buona lettura!

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Buona lettura!

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