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Pensioni e riscatto della laurea: così l’inflazione ha cambiato tutto, le scelte giuste e i conti da fare

Ci eravamo dimenticati degli effetti dell’inflazione. E parlando di pensioni, ci sono alcune conseguenze poco intuitive, ma molto rilevanti per i cittadini. A causa dell’inflazione, ad esempio, chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996 rischia di andare in pensione dopo, per via dell’adeguamento dell’assegno sociale, sul quale sono basati due requisiti pensionistici. Chi invece ha dei redditi elevati potrà avere una pensione più alta, grazie ai nuovi massimali contributivi. Ma anche il costo del riscatto di laurea agevolato è salito nel 2023 a 5.776 euro, rispetto ai 5.240 del 2019. Sullo sfondo rimane poi il tema della convenienza tra TFR in azienda e TFR in una forma di previdenza integrativa, del quale abbiamo già parlato qui. Il dibattito di questi giorni infine è proprio sul costo da sopportare per la rivalutazione delle pensioni in essere per l’inflazione e sui meccanismi di adeguamento da adottare per risparmiare risorse. Si tratta di temi che faranno sentire i propri effetti anche nel 2024. Per saperne di più, ecco le nostre elaborazioni @smileconomy nel pezzo di Gabriele Petrucciani e Andrea Carbone. Buona lettura!

Clicca sul link qui sotto per visualizzare l’articolo su Corriere.it.

https://www.corriere.it/economia/risparmio/cards/pensioni-inflazione-scelte-giuste-proteggere-l-assegno-tutti-conti/riscatto-laurea-all-incrocio-sconto-anticipo.shtml

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