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Pensione a 64 anni: cosa cambia con la manovra? Le simulazioni

Può cambiare il futuro pensionistico se si guadagnano in media 1.500 euro netti o 2.500 euro netti al mese? La risposta è “naturalmente sì”: cambiano sia l’ammontare dell’assegno che il momento della pensione. E da quest’anno anche la previdenza integrativa (e non solamente il reddito) può dare una mano ad andare prima in pensione per i lavoratori che hanno iniziato a lavorare a partire dal 1996! Abbiamo sviluppato questi temi con le nostre elaborazioni @smileconomy per il pezzo di Rita Annunziata per We Wealth, con i commenti di Andrea Carbone.

Guadagnare una media di 1.500 o 2.500 euro netti al mese nel corso della propria carriera può spostare il momento della pensione di circa tre anni: si tratta della differenza tra la pensione di vecchiaia (oggi 67 anni) e quella anticipata contributiva (oggi 64 anni). A seconda infatti che il valore della pensione superi o meno la soglia di 3 volte l’assegno sociale, si può beneficiare (o meno) di questa forma di pensionamento anticipato.

Nel pezzo abbiamo però simulato anche il versamento in previdenza integrativa che un lavoratore con un reddito di 1.500 euro netti dovrebbe fare per poter raggiungere la soglia grazie alla novità 2025: il “ponte” tra previdenza pubblica e complementare. Si va dai 52 euro al mese di un dipendente nato nel 1995 ai 732 di un autonomo classe 1975, a seconda della linea di investimento scelta.

Come sempre il tempo è un prezioso alleato quando si parla di investimenti previdenziali: in questo caso la conseguenza non è “solamente” sull’ammontare della pensione integrativa, ma anche sul momento della pensione.

Per approfondire il tutto, sotto, dopo il video, ecco il link al pezzo con le nostre elaborazioni e considerazioni. Buona lettura!

https://www.we-wealth.com/news/pensione-64-anni-manovra

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