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Nuova stangata sui Millennials

Manca poco al varo definitivo della Finanziaria 2024, ma vi è ancora incertezza su quelle che saranno le regole definitive per il prossimo anno. Che cosa sappiamo al momento? Facciamo il punto con le nostre elaborazioni @smileconomy per il pezzo di Valentina Conte su la Repubblica, con i commenti di Andrea Carbone.

Una certezza è che, per la prima volta dopo tanto tempo, anche i Millennials verranno toccati dalle novità, che non saranno più rivolte solamente a chi è prossimo alla pensione. Dovrebbero infatti essere modificate le soglie sul valore della pensione che consente di andare prima o dopo in pensione a chi ha iniziato a lavorare a partire dal 1996.

In sostanza ci dovrebbe essere una buona notizia per chi ha carriere precarie e a basso reddito: si abbassa la soglia (da 1,5 volte l’assegno sociale a una volta) necessaria per poter beneficiare del requisito di vecchiaia (oggi 67 anni di età). Si riduce quindi la platea di coloro che rischiano di dover aspettare di maturare il requisito di vecchiaia contributiva (oggi 71 anni di età, più gli aumenti per l’attesa di vita).

Ma per consentire questa misura e compensarne il costo si è deciso di aumentare la soglia che consente di andare in pensione prima (requisito di pensione anticipata contributiva, oggi a 64 anni di età), passando da 2,8 volte l’assegno sociale a 3. Per le lavoratrici, in presenza di un figlio rimane 2,8 volte, e in presenza di due si scende a 2,6.

Nel pezzo trovate i redditi medi che bisognerebbe avere nel corso della propria carriera per poter raggiungere il valore minimo della pensione, a seconda del proprio profilo professionale e del numero di anni lavorati.

Per maggiori dettagli, trovate sotto il pezzo di Valentina Conte con le nostre elaborazioni @smileconomy commentate da Andrea Carbone. Buona lettura!

Ed ecco il pdf dell’articolo: usa i bottoni di zoom per ingrandire e scorrere tra le pagine!

Buona lettura!

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