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Meglio un fondo pensione o un Pac in Etf per una partita Iva? Il dilemma dei «forfettari»

Meglio un fondo pensione o un PAC in ETF per chi è lavoratore autonomo forfetario in flat tax? Questa è la domanda che è arrivata alla redazione del Corriere della Sera, dalla quale è nato un pezzo di Gabriele Petrucciani per Corriere .it, con le nostre simulazioni @smileconomy e i commenti di Andrea Carbone.

Un lavoratore autonomo in flat tax paga imposte e contributi in modo “forfetario” e dunque non può dedurre i contributi versati in una forma di previdenza integrativa. Al contrario, può dedurre i contributi previdenziali obbligatori INPS, così come quelli per un eventuale riscatto di laurea.

Il venir meno del beneficio della deducibilità, derivante dal versare nel fondo pensione, fa dunque nascere la domanda: meglio il fondo pensione o un piano di accumulo (in ETF, nel caso del lettore)?

La risposta, da un punto di vista quantitativo, dipenderà dal mix di costi: se il PAC viene realizzato con un ETF le commissioni di gestione annue saranno mediamente più basse (tra lo 0,2% e lo 0,4%) rispetto ai fondi pensione aperti o ai PIP, mentre sono sostanzialmente in linea con quelle dei fondi pensione negoziali.

La tassazione delle plusvalenze realizzate sarà invece del 20% annuo nei fondi pensione e del 26% al momento del realizzo in un PAC. Naturalmente in un fondo pensione, quando non si deduce, ci sarà una tassazione finale pari a zero.

La convenienza sarà dunque sostanzialmente legata alla differenza di costo tra lo strumento scelto per realizzare il PAC e la forma pensionistica. Va poi considerata la differente flessibilità: un fondo pensione è vincolato alle tempistiche previdenziali, mentre un PAC è più flessibile.

Queste differenze non devono però far dimenticare un importante elemento: anche un lavoratore autonomo in flat tax dovrebbe aprire il prima possibile un fondo pensione, per maturare l’anzianità di iscrizione necessaria per avere la minore tassazione agevolata del 9% (invece del 15%). Un giorno potrebbe servire, anche se al momento la condizione di forfetario determina una tassazione finale pari a zero.

Anche perchè un lavoratore in flat tax, un giorno, diventerà un pensionato con un imponibile IRPEF, dal quale magari poter dedurre ulteriori versamenti previdenziali fatti con finalità successorie.

Per maggiori dettagli e per le elaborazioni, dopo il video introduttivo, ecco il link al pezzo. Buona lettura!

Clicca sul link qui sotto per visualizzare l’articolo su Corriere.it.

https://www.corriere.it/economia/pensioni/cards/meglio-un-fondo-pensione-o-un-pac-in-etf-per-una-partita-iva-il-dilemma-dei-forfettari-senza-deduzioni-sulla-previdenza/la-domanda-di-molti-professionisti_principale.shtml

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