Questa settimana condividiamo un articolo un po’ diverso dal solito, che attinge alla nostra esperienza quotidiana nella formazione. Lo abbiamo fatto per The Signal, una nuova iniziativa editoriale che nasce da un’idea di Marco Barlassina, Pieremilio Gadda e Laura Magna. In un pezzo a firma di Andrea Carbone abbiamo fatto il punto su come sia cambiato e come stia cambiando il mondo della formazione.
Se smileconomy compirà tra qualche mese i suoi primi 5 anni di attività, l’esperienza professionale di Andrea Carbone arriva nel 2026 a 20 anni tondi di formazione e divulgazione in ambito previdenziale, assicurativo e finanziario.
Nell’articolo abbiamo riflettuto sui cambiamenti avvenuti nelle attività d’aula, con la pandemia a fare da spartiacque. Le riunioni e le sessioni di formazione a distanza sono ormai “la nuova normalità”. Ma proprio per questo, paradossalmente, l’aula è diventata più rara e preziosa. Ed è sempre più necessario definire quali contenuti svolgere in aula e quali attraverso lo studio individuale.
Parallelo è stato lo sviluppo dei corsi online. Avendo vissuto in prima persona lo sviluppo tecnologico degli ultimi 20 anni, siamo passati dai corsi “avanti-avanti-avanti”, dove sostanzialmente si scorrevano delle diapositive, agli attuali corsi online che vengono registrati in uno studio televisivo, creando una sorta di “talk show formativo” dove la qualità dei contenuti e della resa visiva vanno di pari passo.
Ma quanto di ciò che abbiamo appena detto potrebbe essere spazzato via in breve tempo dalle novità introdotte dall’intelligenza artificiale? Quando si progetta e realizza un percorso formativo, che cosa dovremmo delegare all’intelligenza artificiale, e che cosa invece dovremmo mantenere “noi umani”? E dove saremo tra 1, 3 o 5 anni? Ci sarà ancora spazio per la formazione in aula, o ci saranno degli avatar 3D come in Guerre Stellari che saranno in grado di sdoppiare e rendere disponibile un formatore in parallelo in varie aule in tutta Italia?
Non abbiamo la sfera di cristallo per sapere cosa accadrà e quando, ma la sensazione è che ci siano dei “tempi umani”, per l’apprendimento, per la maturazione e per la costruzione di un’esperienza, che vanno e andranno comunque rispettati.
Per maggiori dettagli, dopo il video introduttivo, ecco il link al pezzo. Buona lettura!
Clicca su questo link per visualizzare l’articolo su The Signal.
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