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Riscatto laurea per anticipare la pensione? Non sempre conviene

Il 2025 non ha cambiato il modo di affrontare il tema della convenienza del riscatto di laurea. Ne abbiamo parlato in un pezzo a firma di Gabriele Petrucciani per Corriere .it con le nostre elaborazioni @smileconomy e i commenti di Andrea Carbone.

Partendo da tre casi reali inviati da lettori del Corriere della Sera, abbiamo sviluppato le analisi e fatto alcune riflessioni sulla convenienza.

Nel primo caso, relativo ad una docente di scuola secondaria di secondo grado, nata nel 1988, il riscatto di laurea potrebbe non avere alcun effetto, in quanto ha iniziato a contribuire stabilmente a partire dall’età di 28 anni.

Nel secondo caso abbiamo invece esaminato la situazione di un impiegato del pubblico impiego di 38 anni: anche in questo caso il riscatto di laurea non aiuterebbe ad anticipare il momento della pensione. L’alternativa, anche per diversificare le risorse per gli anni della longevità, sarebbe quella di investire in un fondo pensione, che conserva il beneficio della deducibilità fiscale.

Il terzo e ultimo caso è invece relativo ad una progettista nata nel 1990: a fronte di 5 anni di riscatto di laurea potrebbe avere un anticipo di … 2 mesi. Anche in questo caso un’alternativa da considerare sono i fondi pensione, in particolare attraverso l’uso del TFR, trattandosi di una lavoratrice dipendente.

I tre casi ci raccontano di come non sia automatico poter anticipare l’età della pensione (anzi …) e di come sia necessaria un’analisi puntuale per poter usare al meglio le proprie risorse in vista degli anni della longevità.

Per approfondire, dopo il video introduttivo, ecco il link al pezzo. Buona lettura!

Clicca sul link qui sotto per visualizzare l’articolo su Corriere.it.

https://www.corriere.it/economia/pensioni/cards/riscatto-laurea-per-anticipare-la-pensione-non-sempre-conviene-tre-casi-dai-lettori-alternative-e-vantaggi/larchitetto-e-il-riscatto-del-doppio-percorso-di-studi.shtml

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