Nell’attesa di scoprire i dettagli delle novità di previdenza complementare in vigore dal primo di luglio, abbiamo realizzato uno speciale dedicato alla previdenza pubblica: quando potremo andare in pensione e con quanto, età per età? Le risposte nel pezzo di Paola Valentini per Milano Finanza, con le nostre elaborazioni @smileconomy, commentate da Andrea Carbone.
Per uomini e donne dipendenti abbiamo simulato il momento della pensione e l’ammontare dell’assegno da 18 ai 66 anni: cinquanta generazioni con regole diverse e diversi futuri previdenziali in funzione di quando sono nate e di quando hanno iniziato a lavorare.
Per chi ha iniziato presto a contribuire si apre la possibilità di andare per anzianità contributiva, con la pensione anticipata (oggi pari a 41 anni e 10 mesi per le donne e un anno in più per gli uomini), mentre per chi ha iniziato più tardi ci sono i requisiti per età: la pensione di vecchiaia (67 anni) o la pensione anticipata contributiva (64 anni) per chi ha iniziato a lavorare dal 1996 in poi con redditi medio-alti e una pensione futura pari ad almeno 3,2 volte l’assegno sociale (3 fino al 2029).
Il tasso di sostituzione, cioè il rapporto tra la pensione e l’ultimo reddito da lavoro, per i casi simulati, ha una media del 63%, con valori che scendono verso il 50% per chi avrà meno anni di lavoro.
Si tratta di simulazioni medie, che vanno naturalmente adattate ad ogni singola situazione previdenziale, ma che restituiscono l’importanza e l’urgenza di mettere ordine nel proprio futuro pensionistico, attraverso la consapevolezza sul momento della pensione e sul valore dell’assegno che potremo ricevere.
Per tutti i numeri e i commenti, dopo il video, ecco il link al nostro pezzo per Milano Finanza (purtroppo al momento richiede la registrazione). Buona lettura!
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