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Pensioni e TFR, cosa cambia nel 2026

Dopo le “riforme mancate” delle quali abbiamo parlato nei due precedenti post (gli stimoli a investire in previdenza fin da bambini e le eventuali modifiche al riscatto di laurea), iniziamo a esplorare ciò che è cambiato nel 2026. Lo abbiamo fatto nello speciale di Class CBNC dedicato alle pensioni, condotto da Carla Signorile, con la partecipazione di Andrea Carbone di smileconomy.

A livello di requisiti di previdenza pubblica le modifiche sono state in parte attese (l’abolizione di Quota 103 e di Opzione Donna) e in parte “a sorpresa”, con la cancellazione del “ponte” tra le previdenze dopo un solo anno dall’entrata in vigore. Come ampiamente previsto, c’è stato invece il differimento dell’incremento dei requisiti pensionistici, che invece di essere di tre mesi nel 2027, sarà progressivo (1 mese nel 2027 e 2 mesi nel 2028).

Le novità principali riguardano invece i fondi pensione, con una importante revisione della normativa a venti anni di distanza dall’ultima riforma. Il noto limite di deducibilità di 5.164 euro è innanzitutto stato aumentato a 5.300.

Per ridurre il “timore” verso le rendite vitalizie sono poi state introdotte due nuove tipologie di rendita (dal primo di luglio 2026): una rendita a durata definita e una rendita frazionata in minimo cinque anni, che consentono di girare agli eredi la parte non goduta in caso di premorienza. Il “costo” di queste due nuove opzioni è una tassazione leggermente più elevata, dal 20% al 15% invece che dal consueto 15% al 9%. Sempre in questa direzione va anche il passaggio dalla possibilità di erogazione finale al 50%-50% tra capitale e rendita alla nuova formula al 60% in capitale e il 40% in rendita.

Altra grande possibile novità (da chiarire operativamente nelle prossime settimane), dovrebbe essere la portabilità del contributo datoriale trascorsi due anni dall’attivazione del proprio fondo negoziale.

L’ultimo grande ambito di novità riguarda le aziende e il TFR: ragionevolmente aumenterà la quota di TFR che verrà versata al Fondo di Tesoreria INPS qualora il dipendente scelga di mantenerlo in azienda, e probabilmente si incrementerà il numero di adesioni automatiche alla previdenza integrativa grazie alla modifica delle regole per i neo-assunti. Su questi punti, come sui precedenti, torneremo nelle prossime settimane, mano a mano che le alee sulle novità 2026 verranno trasformate in certezze operative.

Per saperne di più, ecco di seguito il video di introduzione all’intervista e a seguire il link all’estratto al nostro intervento a Class CNBC. Buona visione!

Ed ecco l’estratto dell’intervista:

Qui invece il link alla trasmissione completa: https://video.milanofinanza.it/video/pensioni-e-tfr-cosa-cambia-nel-2026-x9xcfyy

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