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Pensioni dimagrite: quanto investire per mantenere lo stile di vita

Ad ogni riforma diventa sempre più chiaro che ognuno di noi deve pensare per tempo ad integrare l’assegno pensionistico di base. Ma quali risultati potremmo ottenere investendo da oggi il 10% della nostra RAL? Ecco le nostre simulazioni @smileconomy per il pezzo di Alberto Battaglia per We Wealth, con i commenti di Andrea Carbone.

Per 30enni, 40enni e 50enni abbiamo simulato il capitale netto ottenibile alla maturazione del requisito di vecchiaia versando il 10% della propria RAL in un PAC, prendendo come riferimento i 35.000 euro annui che sono rappresentativi della media nel nostro Paese.

Nel caso di un PAC, il 10% sarebbe un valore interamente “a carico” del dipendente. Se invece si usasse un fondo pensione, considerando il TFR (6,91%) e un contributo datoriale medio dell’1,5% in aggiunta all’1,5% volontario, si tratterebbe di un valore alla portata di molte lavoratrici e lavoratori dipendenti.

In funzione di due linee di investimento (70% obbligazioni con 30% azioni vs 30% obbligazioni con 70% azioni) abbiamo simulato il capitale ottenibile al netto di costi, fiscalità e inflazione.

Poichè le simulazioni sono state sviluppate sul requisito di vecchiaia (applicando gli incrementi per l’aumento dell’attesa di vita), si tratta di piani di accumulo particolarmente lunghi, che per un 30enne possono durare fino a circa 72 anni, mentre per un 40enne e un 50enne sarebbero rispettivamente fino a circa 71 e 69 anni. Ricordiamo naturalmente che esistono anche i requisiti basati sull’anzianità contributiva (pensione anticipata) e la pensione anticipata contributiva (per chi ha iniziato a lavorare dal 1996) che in certi casi consente di andare in pensione tre anni prima.

I capitali ottenibili vanno dai 50.031 euro di un 50enne che investisse in una linea a basso rischio fino ai 229.044 euro di un 30enne che investisse in una linea ad alto rischio.

Poichè la simulazione si basa su un PAC e non su un fondo pensione, è necessario poi riflettere sul “rischio longevità”, cioè sulla probabilità che il capitale maturato si “esaurisca” prima del tempo. Prendendo come media di riferimento il 67% medio di pensione pubblica definito dalla Ragioneria Generale dello Stato per un dipendente, il capitale accumulato potrebbe bastare per “colmare” il 100% dello stipendio per 6-7 anni per un 50enne, mentre per un 30enne si salirebbe ad un intervallo compreso tra i 15 e i 27 anni.

Al di là dei numeri, i messaggi delle simulazioni sono due: primo, è necessario accantonare il prima possibile per integrare l’assegno di base. Secondo, bisogna valutare i pro e i contro delle strategie di accumulo finanziario rispetto a quelle attraverso i fondi pensione, a maggior ragione con le nuove rendite in arrivo dal primo luglio 2026.

Per approfondire il tutto, dopo il video introduttivo, ecco il link al pezzo con le nostre simulazioni e considerazioni. Buona lettura!

https://www.we-wealth.com/news/pensione-quanto-risparmiare

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