Prosegue il dibattito sulle ipotesi di riforma pensionistica per il 2024, che non riguarda solamente chi è vicino alla pensione, ma anche i Millennials. Lo facciamo attraverso le nostre elaborazioni @smileconomy per il pezzo di Valentina Conte su Repubblica .it con i commenti di Andrea Carbone.
Il titolo del pezzo è piuttosto esplicito: fin dalla Riforma Monti Fornero del 2011 vale il principio che, per chi ha iniziato a lavorare a partire dal 1996, “più si guadagna, prima si va in pensione”, attraverso la pensione anticipata contributiva (64 anni di età, se la pensione varrà almeno 2,8 volte l’assegno sociale).
All’opposto, vale anche “meno si guadagna, più tardi si va in pensione”, con la pensione di vecchiaia contributiva (71 anni di età, se la pensione sarà inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale).
L’ipotesi di Riforma per il 2024 prevede una buona e una cattiva notizia. Quella buona è che sarà un po’ più facile evitare il requisito di 71 anni di età, perchè la soglia verrebbe abbassata a una volta l’assegno sociale (da 1,5).
La cattiva notizia è però che, per compensare la maggior spesa pensionistica prevista, si è deciso di aumentare la soglia da 2,8 volte a 3 volte l’assegno sociale per poter andare in pensione tre anni prima, a 64 anni. E’ quindi necessario versare un po’ di contributi in più (quindi o lavorare di più, o guadagnare di più) per poter andare in pensione prima.
Tutti i dettagli sulle ipotesi di riforma nelle nostre elaborazioni @smileconomy per Repubblica .it con i commenti di Andrea Carbone. Buona lettura!
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