Meglio il mattone o un fondo pensione integrativo per gli anni della longevità? Quali risultati si potrebbero raggiungere investendo 100.000 euro? A questa domanda abbiamo risposto con le nostre elaborazioni @smileconomy per il pezzo di Teresa Campo per Milano Finanza, con i commenti di Andrea Carbone.
Per l’investimento immobiliare abbiamo sviluppato la somma dei canoni che si possono percepire fino a 70, 80, 90 e 100 anni, per 30enni, 40enni e 50enni.
Per la previdenza integrativa abbiamo svolto le elaborazioni (su due linee di investimento), facendo la somma delle rendite nette che si potrebbero ottenere dai 67 anni in poi.
Con il passare del tempo, “la longevità tende a battere gli immobili”: in sè i mercati tendono infatti a rendere di più di un canone netto di affitto, e con il passare del tempo viene anche chiusa la forbice quando si considera il valore residuo dell’immobile. Naturalmente le linee ad alto rischio, con il passare del tempo, tendono a dare risultati superiori rispetto a quelle a basso rischio.
Il confronto tra immobili e previdenza integrativa è – come sempre – “un po’ al limite”, perchè si tratta di strumenti con finalità e caratteristiche diverse. In un mondo ideale, per gli anni della longevità si potrebbero avere entrambi gli strumenti. In un mondo “con risorse limitate” la scelta deve invece avvenire avendo ben chiare le necessità.
Per tutti i numeri e le riflessioni, dopo il video di presentazione, ecco il pdf del pezzo. Buona lettura!
Ed ecco il pdf dell’articolo: usa i bottoni di zoom per ingrandire e scorrere tra le pagine!
Buona lettura!
per commentare l’articolo
vai sul post della nostra pagina LinkedIn