La Finanziaria 2025 ha portato, all’ultimo minuto, una grande novità nel mondo pensionistico: il “ponte” tra previdenza pubblica e previdenza integrativa. Ne abbiamo parlato nel pezzo di Valentina Conte per La Repubblica, con le nostre elaborazioni @smileconomy e i commenti di Andrea Carbone.
La novità, che riguarda i soli lavoratori contributivi che hanno iniziato l’attività dal 1996 in poi, interessa il requisito di pensione anticipata contributiva, che nel 2025 consente di andare in pensione tre anni prima (a 64 anni) rispetto al normale requisito di vecchiaia, a patto di avere un assegno pensionistico pari ad almeno tre volte l’assegno sociale. Da quest’anno, per raggiungere il valore soglia non verranno contati solamente i “normali contributi INPS”, ma anche le risorse accantonate nel proprio fondo pensione.
Nella prima simulazione abbiamo verificato la platea interessata dalla novità: di fatto poche saranno le persone interessate nel 2025; la riforma andrà infatti probabilmente a regime con numeri significativi tra dieci anni circa.
Nella seconda simulazione abbiamo simulato invece, per lavoratori con redditi di 1.250 e 1.500 euro netti al mese, quale debba essere il versamento in previdenza integrativa necessario per poter raggiungere il valore soglia a seconda che si investa in una linea a basso o ad alto rischio.
Per maggiori dettagli, trovate sotto il pezzo con le nostre elaborazioni e commenti: si tratta di un tema nuovo, sul quale torneremo altre volte nelle prossime settimane! Buona lettura!
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