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Fondi, la pensione di scorta rende fino al 5%

Come è andata la previdenza integrativa nel 2025? Quanto ha reso? Ne abbiamo parlato in un articolo per Corriere della Sera Economia, con le nostre elaborazioni @smileconomy, in un pezzo a firma di Andrea Carbone.

Il bilancio è complessivamente positivo per tutte le linee di investimento. Ma un investimento previdenziale non va valutato sull’anno, ma su orizzonti superiori. Ecco allora che il rendimento medio annuo degli ultimi 10 anni va da poco meno dell’1% per le linee a basso rischio fino al 5% delle linee azionarie.

La scelta di una linea di investimento coerente con la distanza dal nostro traguardo pensionistico diventa dunque decisiva per definire la ricchezza della quale potremo disporre all’epoca della pensione. I dati riportati nel pezzo principale, su base COVIP, sono naturalmente al netto dei costi di gestione annua.

Abbiamo poi simulato il versamento necessario per poter avere una rendita integrativa di 500 euro al mese: si va dai 120 euro al mese che un 25enne dovrebbe investire in una linea ad alto rischio fino ai 965 euro che un 55enne dovrebbe investire in una a basso rischio. Si tratta di una forchetta ampia, che ben spiega il rapporto rischio – tempo – rendimento.

Nel primo box di approfondimento ci siamo poi occupati della differenza tra investire con un rendimento all’1% o al 5%: la differenza di ricchezza per un 25enne arriva a sfiorare il 100%, ma anche per un 55enne saremmo comunque al 26%.

Nel secondo box abbiamo invece affrontato il tema dei costi: la differenza tra un costo medio al 2% (rappresentativo dei PIP) ed uno allo 0,4% (assimilabile alla media dei fondi negoziali) racconta di una differenza di ricchezza per un 25enne del 42%, che scende al 23% per un 45enne. Rendimenti e costi vanno tuttavia valutati insieme, come avviene nei numeri condivisi sopra sul rendimento netto.

Nel terzo e ultimo box ci siamo infine occupati del valore di reinvestire il beneficio fiscale, generando un “effetto moltiplicatore” che può generare ricchezza aggiuntiva: un 45enne che investisse 200 euro al mese avrebbe un capitale netto alla pensione di circa 40.700 euro. Reinvestendo in un PAC il beneficio fiscale, con un’aliquota del 23% salirebbe a circa 50.000, che diventerebbero circa 58.200 con un’aliquota del 43%.

Fare le scelte giusto per il nostro futuro è un dovere verso noi stessi, che può incidere concretamente sulle risorse che avremo a disposizione per gli anni della longevità.

Per tutti i dettagli, dopo il video di introduzione, ecco il link al pezzo. Buona lettura!

Ed ecco l’articolo: usa i bottoni di zoom per ingrandire e scorrere tra le pagine!

Buona lettura!

26-04-07-Corriere-Economia

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