Investire per il futuro dei figli è un bisogno chiaro per tutti i genitori, nonni e zii. Ma come farlo? Quali differenze ci sono tra un fondo pensione, un PAC e altri strumenti finanziari? Ne abbiamo parlato in un pezzo per Corriere .it di Pieremilio Gadda con le nostre simulazioni @smileconomy e i commenti di Andrea Carbone .
Per quanto riguarda i fondi pensione, nel corso del dibattito sulla Legge Finanziaria per il 2026 si è addirittura parlato di introdurre “un fondo di previdenza complementare per le nuove nascite”. Il tema sull’opportunità di aprire il prima possibile un fondo pensione anche ai giovanissimi è dunque quanto mai importante e attuale.
Nell’articolo abbiamo quindi stimato il capitale netto che si potrebbe ottenere a 18 o 30 anni investendo 50 euro al mese o 150 euro all’anno per 18 anni, in funzione delle varie proposte di riforma elaborate. Nel primo caso si tratterebbe di capitali interessanti, che potrebbero andare dagli 11.835 euro a 18 anni investendo in una linea bilanciata fino ai 33.461 euro a 30 anni investiti in una linea azionaria.
Un’altra variabile non secondaria è la decisione su cosa fare del beneficio fiscale: qui abbiamo confrontato la differenza tra fare un PAC finanziario e fare un PAC con un fondo pensione dove il beneficio fiscale viene re-investito in un secondo PAC finanziario. Anche con l’aliquota base del 23% si ha un deciso beneficio grazie alla fiscalità, che naturalmente sale qualora si applicasse l’aliquota massima del 43%.
Il tempo, la fiscalità e i mercati finanziari sono dunque tre grandi alleati che ognuno di noi ha per accantonare con successo risorse preziose per i nostri figli. Ogni strumento ha i suoi pro e i suoi contro e va valutato con attenzione. Come sempre, prima si agisce, migliori saranno i risultati che si potranno ottenere.
Dopo il video introduttivo, ecco il link al pezzo, con tutti i dettagli. Buona lettura!
Clicca sul link qui sotto per visualizzare l’articolo su Corriere.it.
per commentare l’articolo
vai sulla nostra pagina LinkedIn