Il tempo è il miglior alleato per mettere in sicurezza il proprio futuro. Facendosi aiutare anche dai mercati finanziari (nel medio-lungo periodo), dal TFR, dagli incentivi fiscali e dalla normativa, si può sognare di avere una pensione pari al 100% del proprio reddito. Ne abbiamo parlato in un pezzo a firma di Andrea Carbone per Corriere .it con le nostre elaborazioni @smileconomy.
La simulazione principale è dedicata al rapporto tra TFR, versamenti aggiuntivi e obiettivo 100% per i lavoratori dipendenti. Seguono poi quattro approfondimenti:
1) Conferimento del TFR. Solamente il 22% del valore maturato tra il 2007 e il 2023 è stato conferito ad una forma di previdenza complementare. Un dato che deve far riflettere su quanta strada ci sia ancora da fare in termini di divulgazione e di educazione previdenziale.
2) I rendimenti, al netto dei costi, dei fondi pensione negli ultimi 10 anni. Solamente le linee bilanciate e azionarie hanno fatto meglio, negli ultimi dieci anni, del 2,4% del TFR mantenuto in azienda. La “tranquillità” nel durante ha un costo.
3) Andare in pensione tre anni prima grazie al TFR. Con il nuovo “ponte” tra previdenza integrativa e pubblica, il conferimento del TFR può essere visto (anche) come un modo per poter anticipare il momento della pensione. Nelle elaborazioni stimiamo quanto il conferimento del TFR possa aiutare ad avvicinare i valori soglia previsti dalla pensione anticipata contributiva.
4) Obiettivo 80% per i lavoratori autonomi. Anche per chi non ha il TFR, come i lavoratori autonomi, il tempo e i mercati finanziari sono un prezioso alleato per poter integrare l’assegno pensionistico di base.
Per approfondire i dettagli e le logiche delle elaborazioni, dopo il video introduttivo, ecco il link al pezzo. Buona lettura!
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