In questo post ritorniamo alle dense giornate prima del Natale 2025, quando le versioni del maxi-emendamento alla Legge di Bilancio 2026 hanno visto susseguirsi proposte e smentite su modifiche alle regole INPS per andare in pensione. Ma sarebbe stato (o sarà) possibile “abolire” la Riforma Fornero del dicembre 2011? Abbiamo cercato di dare una risposta a questa domanda che ci è stata posta da Marco Maisano di Radio Capital, con un’intervista ad Andrea Carbone.
L’impossibilità è legata principalmente ai valori economici in gioco: una normativa può sempre essere cambiata (è accaduto e accadrà), ma deve dimostrare di avere una copertura economica adeguata. Se questa viene a mancare, non viene concessa la cosiddetta “bollinatura” da parte della Ragioneria Generale dello Stato, e quindi la novità non può entrare in vigore.
La riforma del 2011 era nata in un anno di grandi tensioni, di spread alle stelle e di cambi di governo, culminato con la Riforma Monti-Fornero, che aveva l’obiettivo di mettere in sicurezza, nel presente e nel futuro, i conti dello Stato. Un obiettivo raggiunto, perchè quella riforma fu la prima a far iniziare, da subito, un calo della spesa previdenziale, grazie all’aumento dell’età pensionabile e alla diminuzione del valore degli assegni.
Quali spazi ci sarebbero oggi per fare misure che comportassero un aumento della spesa previdenziale? Probabilmente molto pochi, anche perchè, già solo per motivi demografici, con il progressivo pensionamento di tanti boomers dei prossimi anni, la spesa non potrà che crescere, raggiungendo il picco nel 2040.
Le prospettive per i prossimi 14 anni sembrano dunque abbastanza definite, con scarsi margini di manovra per riforme “espansive” che possano comportare un aumento della spesa pensionistica. Ogni iniziativa relativamente “poco costosa” avrà invece maggiori possibilità di successo, come è accaduto con gli incentivi alla previdenza complementare entrati in vigore nel 2026.
Dopo il video introduttivo, ecco il link al podcast che contiene (nella seconda parte) l’intervista. Buon ascolto!
Ed ecco il link all’intervista andata in onda, disponibile su Spotify:
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