Cosa bisognerebbe fare per poter avere, durante gli anni della pensione, risorse pari all’80% del proprio reddito da lavoro? Questa è la sfida che abbiamo sviluppato in un nostro pezzo per Corriere .it a firma di Andrea Carbone.
L’80% era il rapporto tra la pensione e il reddito da lavoro che – idealmente – le generazioni precedenti, oggi in pensione, potevano attendersi, grazie al sistema di calcolo retributivo. Ma che cosa dovrebbero fare i lavoratori di oggi per poter avere, sommando la pensione pubblica e quella complementare, una pensione pari all’80% del reddito?
Con le nostre elaborazioni @smileconomy abbiamo sviluppato vari profili, divisi per età (30, 40, 50enni), per dipendenti e autonomi. Per ognuno di loro abbiamo stimato il momento della pensione e l’ammontare dell’assegno pensionistico.
Per quanto riguarda la previdenza integrativa, abbiamo stimato, per due linee di investimento (rischio basso e rischio alto), il versamento mensile necessario per poter raggiungere l’obiettivo. Per rendere più universali le simulazioni, abbiamo poi “tradotto” il versamento in percentuale del reddito. Si va dal 5% di un 30enne che investe ad alto rischio fino al 38% di un 50enne che investe a basso rischio.
Considerando che, mediamente, la capacità di risparmio è oggi pari al 7% e che il TFR, per i lavoratori dipendenti, vale un altro 7% circa (6,91%), si tratta, per molti profili, di obiettivi che sono alla portata e che possono essere raggiunti.
Per tutti i dettagli, dopo il video di presentazione, trovate il link al pezzo su Corriere .it. Buona lettura!
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